Archivi categoria: Riduzione del rischio sismico

Cooperazione Italia-Germania sui pericoli naturali

Il prossimo 15 novembre l’ambasciata italiana a Berlino ospiterà un incontro tra ricercatori italiani e tedeschi e le protezioni civili dei due Paesi per favorire la collaborazione nel campo dei pericoli naturali e in particolare dei terremoti.

Seismic Riskt

La locandina dell’incontro che si terrà presso l’ambasciata italiana a Berlino

L’Italia sarà rappresentata dai più alti livelli del Dipartimento delle Protezione Civile, dell’INGV, del Dipartimento Scienze della Terra del CNR e di Reluis, mentre per la Germania parteciperanno il BKK (l’Ufficio Federale per la Protezione Civile e l’Assistenza nei Disastri) e il GFZ (GeoForschungsZentrum).

Lo scopo dell’incontro è quello di favorire la condivisione di conoscenza e di competenze tra sismologi, tecnici delle protezioni civili, esperti delle compagnie di assicurazione, decision makers del settore pubblico, giornalisti al fine di discutere quali siano le nuove scommesse, i maggiori ostacoli e gli ultimi sviluppi nel settore importante della riduzione del rischio sismico.

Il Dipartimento delle Protezione Civile sarà rappresentato del Prefetto Franco Gabrielli e dal prof. Mauro Dolce, mentre per l’INGV parteciperanno il Presidente prof. Stefano Gresta e il dott. Warner Marzocchi (responsabile del Centro Pericolosità Sismica). Marzocchi presenterà una comunicazione dal titolo:  Implementation of Operational Earthquake Forecasting: Scientific and Communication Challenges and Perspectives.

Maggiori informazioni sono disponibili nell’invito all’iniziativa, scaricabile qui.

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Conferenza “Scienza e coscienza delle catastrofi”

Venerdì 6 settembre alle ore 10.30 presso il Dipartimento della Protezione Civile (in Via Vitorchiano 2, a Roma) si terrà la conferenza “Scienza e coscienza delle catastrofi ” per discutere di gestione del rischio e sulla necessità di prendere decisioni in un regime di incertezza.

Partendo dalle riflessioni del matematico Gordon Woo (esperto della Risk Management Solution di Londra) contenute nel libro “Calculating Catastrophe”, si approfondiranno i temi dei principi che governano l’origine e la gestione delle catastrofi sia naturali sia legate alle attività dell’uomo.

Scienza e coscienza delle catastrofi

Il programma prevede l’apertura da parte di Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della Protezione Civile, e gli interventi di Paolo Gasparini, Gordon Woo e Warner Marzocchi.

PROGRAMMA DEI LAVORI

10.30 Saluti e apertura dei Lavori

FRANCO GABRIELLI – Capo del Dipartimento della Protezione Civile

10.45 Introduzione

PAOLO GASPARINI – Amra – Centro regionale di competenza della Regione Campania per l’Analisi e il monitoraggio del rischio ambientale

11.00 Scienza e coscienza delle catastrofi

GORDON WOO – RMS-Risk Management Solutions

11.45 Scienza e Decision-Making: un legame imprescindibile

WARNER MARZOCCHI – Ingv-Centro Pericolosità Sismica

12.30 Discussione

13.30 Chiusura dei lavori

Maggiori dettagli sono riportati qui.

Pericolosità sismica, classificazione del territorio nazionale e rischio sismico

Anche in recenti articoli di giornale o interventi pubblici, notiamo che si continua a fare confusione tra diversi concetti inerenti al problema del rischio sismico e alle strategie per la sua riduzione. Riteniamo che tra le funzioni del Centro di Pericolosità Sismica di INGV ci sia anche quello di contribuire ad una maggiore conoscenza del problema a partire dell’uso di terminologia corretta. In questo modo si può migliorare la consapevolezza dei cittadini e di chi li amministra, cominciando anche ad usare uno stesso linguaggio.

La prima distinzione da ribadire è quella tra pericolosità sismica e rischio sismico, termini usati erroneamente nel linguaggio comune come sinonimi.

Pericolosità sismica: è la stima dello scuotimento atteso in una certa zona in un dato tempo di osservazione. Dipende esclusivamente dalle caratteristiche della sismicità dell’area e possiamo solo valutarla, NON modificarla. Generalmente la stima della pericolosità sismica si basa su un approccio probabilistico e pertanto esprime lo scuotimento atteso con una certa probabilità di accadimento in una finestra temporale.

Rischio sismico: è una valutazione dei danni che un evento sismico potrebbe produrre, sia in termini di persone coinvolte, sia in termini di costi economici. Il rischio sismico di una certa area dipende dalla pericolosità sismica, dai beni esposti sul territorio (persone, abitazioni, beni culturali, industrie, impianti particolari, infrastrutture in generale) e dalla vulnerabilità degli stessi beni. La vulnerabilità è la propensione a danneggiarsi di una struttura, ovvero la sua scarsa resistenza all’azione del terremoto. Il rischio sismico PUO’ essere drasticamente ridotto con interventi di riduzione della vulnerabilità, cioè di miglioramento del comportamento sismico di una struttura.

Ne consegue che un’area a elevata pericolosità sismica potrebbe risultare a basso o nullo rischio sismico se fosse deserta o avesse edifici costruiti rigorosamente secondo le regole, mentre aree a bassa pericolosità sismica ma su cui insistono molte strutture vulnerabili potrebbe essere ad elevato rischio sismico.

La pericolosità sismica è una mappa?

Non propriamente, un modello di pericolosità sismica come quello disponibile per l’Italia (http://zonesismiche.mi.ingv.it) è un insieme di molti parametri per ogni singolo punto di valutazione (oltre 2000 valori numerici nel caso del modello italiano). La mappe che vengono realizzate per comodità di comunicazione rappresentano sempre e solo la distribuzione nello spazio di uno dei tanti parametri disponibili, secondo scale cromatiche che non rivestono un significato particolare se non quello di essere graficamente comprensibili. Riportano quindi solo una piccola parte del contenuto informativo del modello di pericolosità.

In queste figure sono mostrate rappresentazioni in mappa di alcuni di questi parametri, per esempio il valore di accelerazione orizzontale di picco su suolo roccioso atteso con una probabilità di eccedenza rispettivamente del 2% e del 50% in 50 anni.

Pericolosità sismica con il 2% di probabilità di eccedenza in 50 anni

Pericolosità sismica con il 2% di probabilità di eccedenza in 50 anni

Pericolosità sismica con il 50% di probabilità di eccedenza in 50 anni

Pericolosità sismica con il 50% di probabilità di eccedenza in 50 anni

La pericolosità sismica esprime una classificazione?

No, la pericolosità sismica si esprime con un parametro numerico in una scala continua e non fornisce pertanto una classificazione.

Non ha inoltre senso in assoluto parlare di pericolosità sismica alta o bassa, ma semmai di pericolosità in un sito più alta o più bassa rispetto ad un altro sito. Per fare un esempio, aree che sono a maggiore pericolosità sismica in Italia risultano molto meno pericolose rispetto ad aree del Giappone o della California; per restare in un ambito europeo esistono aree in Islanda, Grecia e Turchia che hanno pericolosità sismica maggiore dell’Italia.

Pericolosità sismica per il territorio europeo con una probabilità di eccedenza del 50% in 50 anni (Progetto SHARE)

Pericolosità sismica per il territorio europeo con una probabilità di eccedenza del 50% in 50 anni (Progetto SHARE)

Cos’è la classificazione sismica dei comuni?

A partire dal terremoto del 1908 di Reggio Calabria e Messina si è proceduto a classificare come sismici i comuni in cui erano avvenuti terremoti molto forti. Fino al 1982 i comuni erano sismici oppure no, dopo quella data sono state introdotte 3 classi sismiche (oltre alle aree non classificate, il 63% dei comuni italiani).

Dal 2003 tutta l’Italia è classificata sismica secondo 4 diverse classi, dove la zona 1 è quella corrispondente ad una maggiore pericolosità sismica e la zona 4 è quella a più bassa pericolosità sismica.

Lo scopo della classificazione sismica è quello di definire una serie di strumenti amministrativi a seconda della classe; per esempio i progetti per nuovi edifici in zona 1 e zona 2 sono soggetti a verifica ed approvazione preventiva, mentre in zona 3 e 4 vengono verificati solo a campione.

Fino all’introduzione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC08) entrate in vigore definitivamente nel 2009, le diverse classi sismiche definivano anche l’azione sismica da considerare nella progettazione.

Chi decide la classificazione sismica?

Il Decreto Legislativo 112 del 1998 stabilisce che il compito di aggiornare l’assegnazione dei comuni alle zone sismiche spetta alle singole Regioni. Lo Stato ha il compito di definire dei criteri generali per l’individuazione delle classi, che ogni Regione applica sulla base delle proprie politiche di prevenzione e riduzione del rischio sismico: ogni singola amministrazione regionale decide il livello di sicurezza che vuole garantire ai propri cittadini.

Non esiste più un’unica classificazione sismica, ma, di fatto, esistono 20 diverse classificazioni.

L’INGV ha un ruolo nella riclassificazione sismica?

No. Per quanto appena esposto, l’INGV non ha alcun ruolo nella ridefinizione della classificazione sismica di una Regione, non può autonomamente proporre né suggerire modifiche alle zone sismiche, nel rispetto del proprio ruolo istituzionale.

L’utilizzo dei dati di pericolosità sismica rilasciati da INGV nella normativa tecnica delle costruzioni (NTC08) o nella definizione delle zone sismiche, non significa che INGV sia autore o responsabile di tali applicazioni.

Qual è il ruolo di INGV?

INGV è un Ente di Ricerca che si occupa, tra le tante attività, anche di realizzare stime di pericolosità sismica, secondo metodologie di altissimo livello, pubblicate su riviste internazionali, universalmente riconosciute e condivise.

La stima della pericolosità sismica è un’elaborazione scientifica che riassume decenni di ricerche, esperienze e conoscenze. Pertanto una stima della pericolosità sismica viene aggiornata quando si rende disponibile un nuovo e consistente insieme di dati (ad esempio: dati di sismicità storica oppure nuove evidenze geologiche), modelli, codici tali che sia possibile ottenere un modello significativamente più attendibile di quello esistente. Non si aggiorna ogni volta che si verifica un terremoto.

Relativamente ai terremoti in Emilia del 2012, si ricorda quanto già espresso in altre circostanze, per esempio qui:

  • i terremoti avvenuti nel 2012 in Emilia sono compatibili con le assunzioni che stanno alla base del modello di pericolosità sismica di riferimento. In particolare, viene ipotizzata per questa area una magnitudo Mw massima pari a 6.2 e i valori di scuotimento registrati rientrano tra quelli previsti dal modello stesso;
  • tra modello di pericolosità sismica di riferimento (divenuto documento ufficiale dello Stato nel 2006) e normativa tecnica (aggiornata nel 2008 ma diventata obbligatoria solo alla fine del 2009), le Amministrazioni Pubbliche, centrali e periferiche, hanno gli strumenti per poter aggiornare e migliorare le rispettive politiche di riduzione del rischio sismico. Questo non è compito degli Enti di Ricerca.